Cura della Calathea Rufibarba: Ecco La Mia Esperienza!

Cura della Calathea Rufibarba: Ecco La Mia Esperienza!

Come vi ho già preannunciato nella pagina di presentazione del blog, i miei articoli hanno come principale destinatario i principianti, ovvero chi è davvero alle prime armi e si considera un vero e proprio pollice nero.

Sebbene io non sia una professionista del campo ma più che altro una semplice appassionata, nel testo che segue vi mostrerò la mia esperienza, piena di alti e bassi, con una meravigliosa pianta tropicale da interni, la Calathea Rufibarba.

Ora di seguito conosceremo un po’ più da vicino le caratteristiche di questa particolare specie di Calathea che potrete trovare qui su Amazon e, subito dopo, vi racconterò la mia personale esperienza con la pianta in questione.

1. Caratteristiche Generali della Calathea Rufibarba

Etichetta Informativa - Caratteristiche Generali Calathea Rufibarba

La calathea rufibarba è una pianta tropicale di origine brasiliana. Il termine rufibarba che per l’appunto significa barba rossa, indica la caratteristica peluria rossa che contraddistingue il lato inferiore delle foglie di questa pianta.

La calathea rufibarba, è la pianta ideale soprattutto se si ha lo svantaggio in casa di godere di poca luminosità.

Infatti come tutte le calathee, anche questa varietà vive senza problemi in ambienti scarsamente illuminati.

Parlando di luce ricordiamoci anche come per questo tipo di pianta si osserva il fenomeno della Nictinastia, ovvero di giorno le sue foglie si aprono e con il buio si richiudono.

Infatti le foglie della Calathea si aprirebbero per accogliere i raggi del sole e si richiuderebbero per trattenere il calore immagazzinato durante il giorno.

Potremmo definirlo come un modo ingegnoso di alcune piante di contrastare gli sbalzi di temperatura che caratterizzano le aree tropicali.

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Ora di seguito vi racconto la mia esperienza e in più vi fornisco anche alcuni suggerimenti su come curare questa meravigliosa pianta tropicale.

2. Come Prendersi Cura della Calathea Rufibarba: Vi Racconto la Mia Esperienza

Calathea Rufibarba Prima e Dopo L'Estate

Lo scorso Natale mi fu regalata una bellissima pianta verde che scoprii chiamarsi Calathea Rufibarba.

Sinceramente ad un primo sguardo e toccandone anche le foglie pensavo fosse finta…

Allo stesso tempo però non posso negarvi di averla adorata fin dal primo istante, era meravigliosamente grande e mi ricordava un po’ la coda di un pavone.

Inoltre, mentre passavo del tempo in sua compagnia mi accorsi anche di un fatto molto curioso, ovvero di come di giorno i suoi lunghi steli dalle foglie pelose sembravano aprirsi, e con il buio richiudersi.

Ma cosa ancora più strana e che a momenti mi sembrava quasi che si muovesse, come in preda a dei momentanei tremiti e scatti.

Inizialmente pensai di avere delle vere e proprie allucinazioni… Ma poi con il tempo e soprattutto con delle ricerche online, capii che era del tutto normale che la Calathea si comportasse in questo modo un po’ bizzarro.

Aspetto che, come abbiamo visto prima, va sotto il nome di Nictinastia, fenomeno comune a tutte le calathee.

Morale della favola, con questo particolare tipo di pianta che non avevo scelto io ma che mi era stata regalata, filò tutto liscio come l’olio per l’intero inverno e anche per tutta la primavera. Infatti crebbe tranquillamente bella e rigogliosa.

Devo ammettere che mi sentivo molto soddisfatta di essere riuscita a gestire una pianta tropicale che per giunta non avevo mai visto prima.

Purtroppo questa mia piacevole soddisfazione non era destinata a durare, tant’è che i primi problemi non tardarono arrivare quando la temperatura iniziò ad aumentare vertiginosamente.

Con il caldo estivo la pianta iniziò a dare i primi segni di cedimento.

Di certo la parte più visibile dove si osservava il suo malessere erano le foglie, le quali iniziarono dapprima ad ingiallirsi sui margini e, di lì in poi, ricoprirono l’interna superficie fogliare, fino a seccarla completamente.

Perché così di colpo la mia Calathea Rufibarba sembrava inevitabilmente abbandonarmi?

Dopo alcune ricerche e letture su alcuni forum capii che ciò di cui la mia pianta aveva bisogno era della leggera frescura e soprattutto un certo grado di umidità.

Attenzione: La Calathea desidera una esposizione a mezzombra, dove la luce è presente ma sempre filtrata.

Ricordiamoci sempre che i primi problemi comparirono in parallelo al gran caldo estivo.

Ma come fornirle questa umidità?

Anche in questo caso mi mettei alla ricerca di un qualche rimedio su internet, ero sicura che a parte me, qualcun altro di sicuro doveva esserci passato nella mia stessa situazione.

Non potendola dunque rinfrescare con delle frequenti nebulizzazioni per via della peluria che ne caratterizza le foglie, e non potendo nemmeno darle da bere continuamente, dovevo trovare una alternativa prima possibile.

Alla fine riuscii a trovare un modo per contrastare il caldo ma soprattutto la secchezza dell’aria, acerrima nemica delle calathee.

La tecnica che alla fine scoprii fu quella del sottovaso (disponibili qui su Amazon in diverse misure) pieno di argilla espansa bagnata. Anche quest’ultima potrete trovarla qui su Amazon.

Sottovaso Con Argilla Espansa

Ebbene con questo rimedio, e allo stesso tempo accertandomi sempre che il terreno rimanesse umido (assolutamente non zuppo), la mia calathea entrò come “in pausa”. In questa fase, l’ingiallimento delle foglie si arrestò, come anche l’apertura e chiusura delle foglie.

Questa sua pausa durò fino alla fine dell’estate e per metà settembre, fino a quando una mattina vidi alla base della pianta dei piccoli sottili tubicini verdi (le foglie nascono arrotolate su stesse per questo motivo li definisco tubicini) spuntare.

In quel preciso istante capii che la mia Calathea stava rinascendo e che tutti i miei sforzi erano riusciti a salvarla!

2.1 Come Mi Prendo Cura Della Mia Calathea

A quanto già detto, posso ancora aggiungere qualche dettaglio su come io quotidianamente mi prendo cura di lei.

Parlando di innaffiature, io solitamente le do da bere su per giù una volta a settimana, d’inverno anche meno, mi regolo in base al terreno, l’importante è che rimanga sempre umido (assolutamente non zuppo). Infatti qualora quest’ultimo si iniziasse ad asciugarsi, procederei dandole dell’acqua.

Di certo con il caldo della stagione estiva le innaffiature sono più frequenti, in più come abbiamo visto già prima, ci aggiungo sotto il sottovaso con argilla espansa che bagno con uno spruzzino una volta al giorno.

Un piccolo accorgimento sarebbe quello di non allagare l’argilla con l’acqua, perché bisogna tener conto di come il fondo del vaso non deve per nessuna ragione venire a contatto con essa, in quanto a lungo andare potrebbe creare del marciume e di conseguenza compromettere la vita della vostra pianta.

Suggerisco inoltre di non darle da bere l’acqua appena spillata dal rubinetto. Il mio consiglio è di lasciarla riposare circa un giorno, ad esempio in una bottiglia di plastica, prima di procedere con l’innaffiatura.

Questo giorno d’attesa serve sia per evitare che la pianta venga a contatto con dell’acqua fredda, prevenendo così il rischio di uno shock termico, sia per consentire al calcare di depositarsi sul fondo della bottiglia. Dunque ricordiamoci di non versarle mai le ultime dita d’acqua presenti nella bottiglia, come dicevamo prima, dopo un giorno di riposo, è lì che si concentrerà tutto il calcare, il più delle volte dannoso per le piante.

Nel caso si necessiti di un rinvaso, si rispetta la regola generale, ovvero argilla sul fondo del vaso e del terreno drenante per evitare il rischio di marciume radicale.

3. Conclusioni

In questo articolo ho avuto modo di raccontarvi la mia esperienza con questa bellissima pianta tropicale. Sebbene più di una volta mi sia ritrovata a chiedermi sul da farsi per salvarla, la sua bellezza mi ripaga ogni giorno di tutti gli sforzi fatti fin’ora.

Inoltre ritengo che sia una pianta davvero per tutti, sempre ovviamente tenendo conto di una sua maggior fragilità durante il periodo estivo, a cui peraltro come abbiamo visto c’è rimedio.

Vi chiederete il perché dico questo?

Ebbene non ha bisogno di moltissima luce come molte delle piante che popolano le nostre case, inoltre il suo fabbisogno idrico non è così elevato da richiedere frequenti annaffiature (ovviamente con l’estate il discorso cambia), basterà accertarsi solamente che il terreno rimanga costantemente umido.

Infine come non parlare del suo lato se vogliamo più “scenico”, ovvero della bellezza di questo sbocciare di giorno e richiudersi di sera, io personalmente lo trovo meraviglioso. E voi?

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